LA MARINERA APRE L’EVENTO “DOMANI PARTE EXPO” ALL’ARENA DI MILANO

Club Libertad Filial Milan apre con la Marinera  l’evento “DOMANI PARTE EXPO all’Arena di Milano ” in programma dal 28 al 30 di aprile 2015.”LA MARINERA” e la danza nazionale del Perù!.. e ieri 28 aprile ha reso omaggio alla “Giornata Mondiale della Danza UNESCO”.

Ballo della “Marinera”, danza di coppie indipendenti. Vigente in tutto il Perú. Nome che acquisisce un genere musicale peruviano (zamacueca) dopo la Guerra con il Cile in omaggio alla marina peruviana. Il nome fu proposto per Don Abelardo Gamarra, scrittore e giornalista. (Toledo, l990). Gli origini della marinera hanno motivato accese polemiche tra africanisti, ispanisti ed indigenisti.
Attualmente è una danza che si pratica in tutto il paese acquisendo in ogni regione caratteristiche particolari essendo le più riconosciute: la marinera Limeña o canto di jarana baldoria, la marinera norteña (settentrionale), la marinera serrana (montanara) -con varianti in ogni regione- la marinera arequipeña o pampeña. È evidente che in tutte esse esistono elementi di diverse fonti culturali. Ma è nella Marinera Limeña o canto di jarana dove si constata una partecipazione speciale della popolazione nera che praticava la zamacueca.
La Zamacueca divenne in marinera limeña, il canto in contrappunto è il fondamento di questo genere musicale cui struttura letteraria e musicale, abbastanza complessa, è unica nel canzoniere popolare peruviano; viene chiamato più propriamente canto di jarana.
Uno degli studi più seri realizzato da Don Fernando Romero prova come la marinera Limeña attuale proviene dalla Zamacueca. Valorizzando il contenuto africano benché non dimentichi quello ispanico e quello indigena, lo storiografo si esprime così:
“La marinera è un ballo della costa del Perù, ha le carte in regola; per nazionale, per creola, o meticcia, tutto sommato conferma di essere autenticamente peruviana. Ella, come il Perú, ha preso elementi che appartennero al bianco dorato e conquistatore, allo schiavo d’ebano africano ed al quechua ramato sentimentale. C’è un indubbio passato nero nella marinera : in una certa parte della melodia allegra e incitante. con l’inseguimento sessuale con cui il maschio persegue la femmina. E nel sinuoso garbo con che lei macina, mediante le sue anche, promesse ed speranze. Ma di fronte a tale eredità africana si alza una spagnola ed un’altra indigena. Certi movimenti del piede femminile e la soave eleganza con che la donna maneggia il fazzoletto, ci ricorda la jota vivace ed aragonese. Nonostante la tenuta colorista del ritmo rapido come un’allegria, in ogni marinera suona un ahi! dolorante con cui la voce indigena si lamenta ancora dei secoli di sfruttamento e disprezzo” (Rosmarino, l930).
Nei racconti al Festival di Amancaes si arriva a parlare di marinera e di zamacueca indistintamente, considerandole dello stesso genere. Solamente l’analisi minuziosa della struttura musicale ed il paragone con strutture spagnole ci darà informazione su la sua discussa origine africana, araba, spagnola o indigena; benché lo più probabile è che tratti di un o un’altra provenienza si siano sintetizzati col correre del tempo.
Solisti o a due cantano accompagnati da chitarre, palme e cassa. La struttura letteraria e musicale può studiarsi nei testi di Abelardo Vásquez (Istituto Nazionale di Folclore) e in quello di Pepe Bárcenas(l990) La sua Maestà, la marinera e nella Tesi di Tompkins (l981) (TCG)

foto: Hector Villanueva | Redazione Tcgnews.it