07 Aprile, 2020

Inaugurata al Mudec “Le avventure di un esploratore”, in omaggio al milanese Raimondi

Inaugurata al Mudec “Le avventure di un esploratore”, in omaggio al milanese Raimondi

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Molto probabilmente nessuno ha conosciuto il Perù, in tutta la sua ricchezza ed immensità, come un italiano. Un milanese, per dirla tutta. Eppure poco conosciuto in Patria.

Antonio Raimondi (1824-1890) è il celebre naturalista milanese che da attivo protagonista nelle Cinque Giornate volse la sua passione verso il Perù, per scoprirlo e testimoniarlo.  A rivendicare il suo prezioso apporto scientifico, tuttora sconosciuto in Italia, l’esposizione intitolata “Le Avventure di un esploratore”, inaugurata il 28 ottobre al Museo delle Culture, Mudec, il giorno dopo dell’anniversario della morte di Raimondi.

L’esposizione, in collaborazione con il Museo Antonio Raimondi (MAR) di Lima, illustra alcuni aspetti della vita e delle esplorazioni di Antonio Raimondi in Perù in ben nove anni di viaggio che gli hanno permesso di costruire la cartografia peruviana, la scoperta di piante, animali, e tracce del passato preispanico dell’area andina. Il racconto si svolge attraverso reperti originali di diversa natura, in gran parte provenienti da importanti istituzioni peruviane oltre che da prestigiosi prestatori italiani, ha spiegato l’assistente conservatrice del Mudec, Anna Antonini.

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Attraverso dipinti, mappe, oggetti archeologici e di storia naturale, il visitatore potrà apprezzare l’incredibile lavoro scientifico di questo importante scienziato milanese del XIX secolo e, al contempo, scoprire la biodiversità e la ricchezza culturale del territorio delle Ande centrali sudamericane, ha aggiunto Antonini.

Perchè la scelta del Perù? “La sua proverbiale ricchezza, il suo territorio vario, che sembra riunire in sé gli arenili della costa, gli aridi deserti dell’Africa, i vasti altipiani, le monotone steppe dell’Asia, le alte vette della cordigliera, le fredde regioni polari, gli intricati boschi di montagna e la lussureggiante vegetazione, mi spinsero a preferire il Perù come campo di esplorazione e studio”, ha narrato Antonio Raimondi in uno dei suoi libri più noti El Perù.

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Ma perchè il suo operato è ancora sconosciuto in Italia? A spiegarlo il direttore del Museo Raimondi, Luis Felipe Villacorta, arrivato dal Perù precisamente per l’occasione:  “E’ una domanda che fa riflettere sia in Italia che in Perù. L’ottocento era un’ epoca difficile nell’ambito politico. Raimondi lotta per l’indipendenza e l’unificazione dell’Italia, partecipa infatti alle Cinque Giornate e alla difesa della Repubblica Romana. Dopo riprende la sua vocazione scientifica in Perù. Raimondi, vide un cactus gigante (che era peruviano) nell’orto botanico di Breda e scoprì che il Perù aveva la maggior diversità nel mondo ma allo stesso tempo era la meno conosciuta. Così nasce la sua passione per il Perù. Raimondi ha amato intensamente due mondi, ha difeso l’Italia con le armi e ha fatto conoscere il Perù su base scientifica. Era un cosmopolita”, ha concluso Villacorta.

Fino al 26 febbraio 2017 e per ben quatto mesi, sarà possibile scoprire il Perù attraverso gli occhi di un esploratore tutto milasene, di cuore peruviano, sepolto a Lima, in un mausoleo appositamente edificatogli.

di Angela Roig
Foto/Video: Charly Correa | Liliana Ventura
RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright TCG News

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